Quanto far pagare un corso online: metodo e calcoli
Come scegliere il prezzo di un videocorso partendo da margine, pubblico e commissioni: un metodo in 5 passi, un esempio numerico e gli errori da evitare.

In questo articolo
- Qual è il metodo per scegliere il prezzo?
- Quante vendite servono per arrivare a un obiettivo?
- Quanto pubblico serve per vendere?
- Meglio un prezzo basso o un prezzo alto?
- Come impostare livelli di prezzo e pacchetti?
- Come usare sconti e prezzo di lancio senza perdere margine?
- Cosa non va dimenticato quando fissi il prezzo?
- Come si testa il prezzo prima del lancio?
- Domande frequenti
- Fonti
Scrivere un numero sulla pagina di vendita è la parte che i creator rimandano di più. La tentazione è guardare i concorrenti o scegliere una cifra «che suona bene». Questa guida propone un metodo più noioso e più sicuro: partire da quanto devi incassare, controllare se il tuo pubblico può portartelo e solo dopo fissare il prezzo.
Una premessa onesta. Nelle ricerche in italiano non abbiamo trovato dati indipendenti sui prezzi dei corsi né sul tasso di acquisto tipico. Le cifre che circolano vengono quasi tutte da fornitori di piattaforme, e le citiamo come tali.
Qual è il metodo per scegliere il prezzo?
Il metodo ha tre fattori: il valore del risultato per chi compra, i costi e le commissioni che ti restano da coprire e il pubblico che puoi raggiungere. Il prezzo si sceglie dove i tre fattori si incontrano: abbastanza alto da dare un margine, abbastanza basso da risultare credibile per le persone che hai davanti.
| Dipende da te | Si può misurare | |
|---|---|---|
| Valore del risultato per chi compra | In parte | In parte |
| Costi di produzione e commissioni | Sì | Sì |
| Pubblico raggiungibile e tasso di acquisto | In parte | Sì |
Schema della redazione, non una regola. Il valore si misura solo in parte: si capisce meglio con una pre-vendita.
Quante vendite servono per arrivare a un obiettivo?
Servono tante vendite quante ne dà l'obiettivo diviso il margine di una vendita. Il margine è il prezzo meno commissioni e costi per vendita. È la formula più semplice del metodo, e per questo si salta spesso.
Esempio con i numeri del nostro calcolatore di redditività: un corso a 149 euro, commissioni del 5% più 30 centesimi, 1.500 euro di costi di produzione. Ogni vendita lascia 141,25 euro. Per rientrare dei costi servono 11 vendite. Con 50 vendite incassi 7.062,50 euro e ne guadagni 5.562,50. Con 25 vendite il guadagno scende a 2.031,25, con 100 sale a 12.625: sono i tre scenari (pessimista, base, ottimista) da confrontare con quello che il tuo pubblico può dare.
- Vendite per il pareggio
- 11
- Persone da raggiungere per 50 vendite al 2%
- 2500
- Vendite per il pareggio con sconto del 40%
- 18
Tre scenari da confrontare
Prepara una tabella semplice con tre colonne: pessimista, base e ottimista. Con il corso da 149 euro e le commissioni dell'esempio, 25 vendite danno un guadagno di 2.031,25 euro, 50 di 5.562,50 e 100 di 12.625 euro, dopo i 1.500 euro di costi. Accanto, scrivi quante persone dovresti raggiungere per ciascuno scenario con il tuo tasso di acquisto ipotizzato.
Lo scopo non è prevedere il futuro ma vedere se lo scenario pessimista ti fa ancora decidere di proseguire. Se con 25 vendite ci perdi, hai due strade: alzare il prezzo, ridurre i costi o rimandare il lancio finché il pubblico non è più grande. È una decisione più facile da prendere a tavolino che con il corso già registrato.
Quanto pubblico serve per vendere?
Dipende dalla quota di persone che comprano, e quel numero lo conosci solo dopo aver provato. Kajabi, un fornitore di piattaforme, indica come regola pratica il 2%, senza citare una fonte: con quel tasso, 50 vendite chiedono circa 2.500 persone che vedono davvero l'offerta.
Prendi il 2% come ipotesi di partenza, non come previsione. Il modo di sostituirla con un dato tuo è la pre-vendita: quante persone della lista hanno risposto, cliccato o prenotato un posto. Con un pubblico che ti conosce da tempo la quota può essere più alta; con un pubblico freddo, più bassa. Per costruire la lista leggi newsletter per creator.

Meglio un prezzo basso o un prezzo alto?
Non c'è una scelta giusta per tutti: un prezzo basso chiede un pubblico molto più grande per lo stesso guadagno, un prezzo alto chiede meno vendite ma più fiducia e più supporto. La tesi di Kajabi è che sottoprezzare sia l'errore più comune di chi vende competenze. I dati dello stesso fornitore, tratti dai propri pagamenti dal 2010 e senza un campione dichiarato, indicano fasce di prezzo per tipo di offerta: mini-corsi tra 27 e 97 dollari, corsi a ritmo libero tra 197 e 497, corsi con parti dal vivo tra 497 e 997, programmi premium tra 997 e 2.997 (Kajabi, 7 agosto 2026). Kajabi riconosce che prezzo, fiducia e qualità dell'offerta si muovono insieme, quindi non dimostra che alzare il prezzo basti ad aumentare il guadagno.
Vedi i dati in tabella
| Tipo di offerta | Valore alto della fascia |
|---|---|
| Mini-corso | 97 $ |
| Corso a ritmo libero | 497 $ |
| Corso con parti dal vivo | 997 $ |
| Programma premium | 2997 $ |
Un confronto tra 99, 149 e 249 euro
Con le stesse commissioni (5% più 30 centesimi) e gli stessi 1.500 euro di costi, il margine per vendita è di 93,75 euro a 99, di 141,25 a 149 e di 236,25 a 249. Il pareggio arriva a 16, 11 e 7 vendite; con 50 vendite il guadagno è di 3.187,50, 5.562,50 e 10.312,50 euro.
Il confronto mostra la leva del prezzo, non una raccomandazione: a 249 euro servono meno vendite, ma nessuno garantisce che tante persone comprino a quel prezzo. Il tasso di acquisto cambia con il prezzo e con la fiducia nel creator, e questo lo scopri solo con la pre-vendita. Usa i tre prezzi come ipotesi da mettere alla prova, non come scelta già fatta.
Come impostare livelli di prezzo e pacchetti?
Una struttura comune è offrire due o tre livelli: una edizione base con le lezioni, una completa con materiali ed esercizi e una con supporto diretto. Permettono a chi ha meno budget di entrare e a chi vuole più aiuto di pagare di più.
Calcola il margine di ogni livello con lo stesso strumento: il livello con supporto costa il tuo tempo, quindi controlla che regga anche con pochi acquirenti. Per i dettagli sulla pagina di vendita e sul lancio, vedi la guida a creare e vendere un videocorso.
Come presentare il prezzo nella pagina di vendita
Il prezzo va scritto vicino a ciò che si compra: cosa include (numero di lezioni, materiali, supporto), per quanto tempo si ha accesso, quali sono le condizioni di rimborso e, se c'è, la scadenza dell'offerta. Chi legge il numero senza questo contesto lo confronta con il nulla e lo trova alto.
Evita di inventare prezzi «di listino» mai praticati per mostrare uno sconto: oltre a essere poco onesto, espone a contestazioni sulle pratiche commerciali. Se hai un prezzo di lancio, dì che è di lancio e quando finisce; quando finisce, finiscilo davvero. La fiducia che costruisci nei primi venti acquirenti vale più di qualche vendita in più a un prezzo non vero.
Come usare sconti e prezzo di lancio senza perdere margine?
Fissa lo sconto massimo che il tuo margine regge prima di annunciarlo. Con uno sconto del 40% su un corso da 149 euro il prezzo scende a 89,40 euro, il margine per vendita a 84,63 e il pareggio sale da 11 a 18 vendite: con 50 vendite il guadagno passa da 5.562,50 a 2.731,50 euro.
Kajabi osserva che il 22% dei pagamenti sulla sua piattaforma usa un coupon, con uno sconto tipico del 40,3%: è un dato di un fornitore, utile solo come ordine di grandezza. Una scadenza chiara aiuta a decidere, ma uno sconto fisso permanente insegna al pubblico ad aspettare.
Cosa non va dimenticato quando fissi il prezzo?
Non vanno dimenticati commissioni, IVA e rimborsi, che cambiano il margine reale. Per le commissioni usa i listini ufficiali, che riportiamo nel confronto delle piattaforme. Per l'IVA sui prezzi ai consumatori e per la fatturazione, chiedi al commercialista prima di pubblicare.
Il tema dei rimborsi e del diritto di recesso per i contenuti digitali merita un articolo a parte e non lo trattiamo qui. Una politica di rimborso chiara, scritta sulla pagina, riduce le contestazioni e ti permette di scegliere un prezzo senza paura.
Come si testa il prezzo prima del lancio?
Con una pre-vendita a due prezzi: proponi il corso a due gruppi simili del tuo pubblico, decidi in anticipo quante vendite ti servono per scegliere e cambia una sola cosa alla volta. Se nessuno compra a nessuno dei due prezzi, il problema è di solito la promessa, non la cifra.
Scrivi la regola prima del test: «se almeno 15 persone prenotano a 149 euro entro due settimane, apro a quel prezzo». Una soglia decisa dopo i risultati si piega al desiderio. Poi usa gli stessi numeri nel calcolatore: se la soglia non copre i costi, hai scoperto il problema prima di registrare le lezioni.
Gli errori più comuni sul prezzo
- Partire dai concorrenti. Il loro prezzo dipende dai loro costi, dal loro pubblico e dalla loro storia, non dai tuoi.
- Ignorare le commissioni. Il margine per vendita è il numero che conta, non il prezzo di copertina.
- Scegliere dopo aver registrato. Con i costi già spesi, ogni prezzo sembra «giusto».
- Cambiare il prezzo senza cambiare la promessa. Se nessuno compra, il prezzo è l'ultima ipotesi da controllare, non la prima.
- Non scrivere la soglia in anticipo. Senza una regola decidi con le emozioni del momento.
Termini chiave. Il margine per vendita è il prezzo meno le commissioni e i costi di quella vendita. Il pareggio è il numero di vendite che copre i costi di produzione. La pre-vendita è vendere un corso prima di costruirlo, per verificare la domanda.
Come abbiamo verificato. Abbiamo trovato la pagina di Kajabi del 7 agosto 2026 e abbiamo letto fasce, metodo e avvertenze: i dati sono del fornitore e la causalità non è dimostrata. Abbiamo fatto girare il calcolo del margine con le formule del nostro strumento. Non abbiamo trovato dati indipendenti sui prezzi dei corsi italiani, e lo diciamo. Contatto: hi@heytea.app. Nota editoriale: controlliamo ogni dato sulle fonti elencate sotto e correggiamo apertamente gli errori.
Domande frequenti
Come si calcola il prezzo di un corso online?
Si parte dal margine, non dal numero di ore di video: si decide quanto si vuole guadagnare, si sottraggono commissioni e costi di produzione e si divide per il margine di ogni vendita per sapere quante vendite servono. Poi si confronta quel numero con il pubblico che puoi raggiungere. Il prezzo giusto è quello per cui entrambe le cifre sono credibili.
Meglio un prezzo basso o un prezzo alto?
Non c'è una risposta valida per tutti. Un prezzo basso richiede molte più vendite per lo stesso guadagno e quindi un pubblico più grande; un prezzo alto ne richiede meno ma chiede più fiducia e più supporto. Kajabi, che vende piattaforme, sostiene che sottoprezzare sia l'errore più comune, ma sono dati suoi e non provano una causa.
Servono gli sconti e il prezzo di lancio?
Un prezzo di lancio con scadenza può aiutare a raccogliere i primi studenti, ma va calcolato prima: con uno sconto del 40% su un corso da 149 euro, il margine per vendita scende da 141,25 a 84,63 euro e il pareggio sale da 11 a 18 vendite. Decidi lo sconto massimo che il tuo margine regge, non quello che sembra convincente.
Quante persone servono per vendere un corso?
Dipende da quante di loro comprano. Kajabi indica come regola un tasso del 2%, senza citare una fonte: con quel tasso, 50 vendite chiedono circa 2.500 persone raggiunte. Trattalo come un'ipotesi da verificare con la tua lista, guardando quanti rispondono o cliccano, non come una previsione.
Come si testa il prezzo di un corso?
Con una pre-vendita: proponi due prezzi a due gruppi simili del tuo pubblico, fissando prima quante vendite ti servono per decidere. Se nessuno compra a nessuno dei due, il problema è di solito la promessa del corso, non il prezzo. Cambia una sola cosa alla volta, così sai a cosa attribuire la differenza.
Fonti
- Kajabi, «How Much Should You Charge for an Online Course?», 7 agosto 2026. Fonte di un fornitore, dati propri senza campione dichiarato. Consultata il 16 ottobre 2026. kajabi.com
- Strumento gratuito di Tea, calcolatore di redditività del corso: formule per margine, pareggio e utile. heytea.app