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Come creare e vendere un videocorso: guida in 7 passi

Come creare e vendere un videocorso in 7 passi: promessa, pre-vendita, struttura, produzione, prezzo e conti con strumenti gratuiti. Fino al primo incasso.

di Giampiero ViragoPubblicato il 12 min di lettura

Illustrazione in toni ocra: un sentiero di sassi che parte da una lampadina, passa per una videocamera su cavalletto, un quaderno e un laptop, e arriva a una pila di monete.

Un videocorso è uno dei modi più diretti per trasformare ciò che sai in un prodotto, ma è anche facile sbagliare l'ordine delle cose: si compra l'attrezzatura, si registrano trenta lezioni e solo alla fine si scopre che nessuno vuole quel corso. Questa guida mette i passi nell'ordine che costa meno errori.

Un limite onesto: i consigli che troviamo in giro vengono quasi tutti da chi vende piattaforme o corsi sui corsi, non da studi sui risultati dei creator. Per questo diamo il metodo e ti invitiamo a verificare ogni numero con i tuoi dati.

Come si crea un videocorso, in sintesi

Si crea un videocorso in sette passi: scegliere una promessa precisa, validarla con una pre-vendita, strutturare moduli e lezioni, produrre i video, scegliere dove ospitare e vendere, fissare il prezzo e lanciare. L'ordine conta: prima si verifica che qualcuno compri, poi si produce. La ragione di questo ordine è il costo. Ogni passo che completi prima di verificare la domanda è tempo e denaro che non recuperi: registrare trenta lezioni per un pubblico che non le ha mai chieste è il modo più caro per scoprire che nessuno vuole un corso. Una pre-vendita, anche a cinquanta persone, trasforma la domanda in un numero che puoi leggere prima di spendere settimane in produzione, e ti dà i primi studenti, che ti diranno cosa non è chiaro.

  1. Scegli una promessa precisa su un risultato per un gruppo definito.
  2. Valida con una pre-vendita o con un sondaggio.
  3. Struttura il corso in moduli e lezioni brevi.
  4. Produci con l'attrezzatura minima che regge.
  5. Scegli dove ospitare e vendere.
  6. Fissa il prezzo facendo i conti.
  7. Lancia al tuo pubblico e raccogli le prime opinioni.

I sette passi, uno per uno

I sette passi per creare un videocorso sono: promessa precisa, validazione con una pre-vendita, struttura in moduli, produzione essenziale, scelta della piattaforma, prezzo calcolato e lancio. Ogni passo ha un compito preciso, e saltare la validazione è l'errore che costa di più, perché si scopre troppo tardi se qualcuno compra.

Ogni passo ha un compito preciso: se salti il secondo, rischi di pagare il costo del sesto.

Passo 1: scegli una promessa precisa

Un buon videocorso promette un risultato concreto, per una persona precisa, in un tempo definito. «Imparare la fotografia» non dice niente; «fare foto prodotto da portfolio con lo smartphone in 14 giorni» sì. È l'esempio che usa Hostinger nella sua guida, e vale per qualunque tema (Hostinger).

Prova a scrivere la promessa in una frase: «Dopo questo corso, [chi] sarà in grado di [fare cosa] in [quanto tempo]». Se non riesci a completarla, il corso è ancora un argomento, non un prodotto.

Passo 2: valida prima di produrre

Il modo più solido per validare è vendere prima di costruire. Hostinger consiglia di offrire una versione beta a un piccolo gruppo a prezzo scontato prima di costruire il corso completo (Hostinger), e Kajabi osserva che la pre-vendita dimostra la domanda con i soldi invece che con i complimenti, avvertendo che sottoprezzarla è uno degli errori più comuni (Kajabi).

Altri segnali utili sono le domande ripetute nei commenti e nei forum, e un sondaggio breve con domande come «Qual è la tua difficoltà maggiore con questo tema?» e «Quanto pagheresti per risolverla?», che sono suggerimenti comuni nelle guide per creator. Una regola utile è decidere prima cosa conta come via libera: per esempio un numero minimo di pre-iscritti entro una data.

Attenzione: sono consigli di fornitori e di creator, non misure di risultati. Non abbiamo trovato studi indipendenti sull'efficacia della pre-vendita, e un buon esito non garantisce il successo del corso.

Un modello di messaggio per la pre-vendita

Un messaggio di pre-vendita funziona se è breve, specifico e onesto. Una struttura da adattare: una riga sul problema che il corso risolve, la promessa in una frase, cosa riceve chi si iscrive ora (accesso anticipato, un incontro in diretta, il prezzo di lancio), la data di apertura e quella di chiusura, e un invito chiaro a rispondere o a prenotare il posto.

Scrivi cosa non è ancora pronto: «Le prime tre lezioni sono già registrate, le altre arrivano ogni settimana». Questa onestà riduce i rimborsi e ti fa avere i primi commenti mentre il corso è ancora modificabile. Se nessuno risponde, è un'informazione preziosa: costa molto meno scoprirlo prima di registrare trenta lezioni. Usa le risposte per correggere la promessa, non per difendere l'idea. E fissa prima, come regola, quante pre-iscrizioni ti servono per andare avanti.

Passo 3: struttura moduli e lezioni

Una struttura semplice funziona meglio di una ricca: pochi moduli, ognuno con un obiettivo, lezioni brevi che si guardano in una pausa. La lunghezza si decide dal risultato che promettono, non dal numero di ore che vuoi vendere.

Per capire quanto lavoro stai prendendo, usa il planner di produzione. Con i valori predefiniti (20 lezioni da 12 minuti, 4 ore di lavoro per ogni ora di video, 6 ore a settimana) il risultato è questo.

Un corso di esempio, dal planner di produzione
Ore di video finito
4
Ore di lavoro
16
Settimane a 6 ore
3

Calcolo con i valori predefiniti dello strumento gratuito di Tea: 20 lezioni, 12 minuti, moltiplicatore 4, 6 ore a settimana. Il moltiplicatore è un'ipotesi da sostituire con i tuoi tempi.

Il moltiplicatore è la parte delicata: se editi molto, aggiungi grafiche o rifai le riprese, può essere molto più alto. Non abbiamo trovato un benchmark indipendente: l'unico dato in cifre che abbiamo incontrato viene da un fornitore di video con avatar AI, e non è generalizzabile. Misura il tuo tempo sulle prime due lezioni e correggi il planner.

Illustrazione in toni ocra: una lavagna a quattro colonne con post-it che passano da una lampadina a una videocamera, a un montaggio, a un razzo.
Dall'idea al lancio: ogni scheda avanza solo quando la precedente è finita.

Passo 4: produci con l'attrezzatura minima

Per partire bastano una buona luce, un microfono pulito e un telefono recente. L'audio pesa più dell'immagine: uno studente tollera un video semplice, non un audio difficile da capire. Registra le prime due lezioni, falle vedere a qualcuno del tuo pubblico e correggi prima di continuare.

Tieni le lezioni tra i 5 e i 15 minuti. Metti all'inizio il risultato della lezione e alla fine un'azione da fare. Se prevedi dispense o esercizi, preparali durante la produzione, non dopo.

Passo 5: scegli dove ospitare e vendere

Hai due compiti diversi: incassare e consegnare le lezioni. Alcune piattaforme fanno entrambe le cose, altre una sola. Nel nostro confronto delle piattaforme trovi prezzi, commissioni e limiti dai listini ufficiali.

Non scegliere in base al canone più basso: guarda le commissioni sulle vendite, i limiti di prodotti e cosa succede ai tuoi dati se cambi. E decidi presto come proteggere i video: un corso da centinaia di euro merita di essere pensato con un watermark per studente e un limite dei dispositivi, come spieghiamo in Watermark per studente nei videocorsi.

Passo 6: fissa il prezzo facendo i conti

Parti dal valore del risultato per chi compra e confrontalo con quanto chiede chi compete con te. Poi verifica il margine. Con il calcolatore di redditività inserisci prezzo, vendite previste, costi di produzione e commissioni.

Con un prezzo di 149 euro, 50 vendite, 1.500 euro di costi e una commissione complessiva del 5% più 30 centesimi, il margine per vendita è 141,25 euro. Servono 11 vendite per rientrare dei costi, e a 50 vendite l'utile è di 5.562,50 euro. Sono esempi, non previsioni: cambia i valori con i tuoi e prova anche uno scenario pessimista, con la metà delle vendite.

Passo 7: lancia e ascolta

Il primo lancio serve soprattutto a imparare. Offri il corso al tuo pubblico, con una data di apertura e una di chiusura, e raccogli le prime opinioni. Le stesse persone che hanno pre-comprato sono i tuoi primi testimoni.

Il tuo pubblico vive nei social, ma l'unico canale che possiedi davvero è la tua lista di contatti: è l'argomento del nostro articolo sulla newsletter per creator. Per capire dove un corso sta nel quadro più ampio dei ricavi, leggi come guadagnare con i tuoi contenuti.

Cosa succede dopo il lancio: completamento e fughe?

Aspettati che pochi finiscano il corso. Uno studio del 2013 su 29 corsi MOOC trovò un tasso medio di completamento del 6,8%, con un minimo dello 0,8% e un massimo del 19,2%, calcolato, per la maggior parte dei corsi, come quota di iscritti che ottengono un certificato (Inside Higher Ed).

Completamento di 29 corsi MOOC, studio del 2013Quota di iscritti che ottengono il certificato. Riguarda corsi universitari aperti e gratuiti: è un ordine di grandezza, non una previsione per un corso a pagamento.
  • Minimo0,8%
  • Media6,8%
  • Massimo19,2%

Fonte: studio di Katy Jordan (2013), riportato da Inside Higher Ed. Dati dei primi anni dei MOOC: non rappresentano i corsi di oggi.

Vedi i dati in tabella
ValoreCompletamento
Minimo0,8%
Media6,8%
Massimo19,2%

Un corso a pagamento di un creator è un'altra cosa, e i dati sono vecchi: serve a ricordarci di non confondere vendite e completamenti. Il modo migliore per migliorare i secondi è la brevità, un supporto reale e una comunità. Se invece vuoi sapere cosa succede quando un corso finisce in mano a terzi, la guida alla pirateria dei videocorsi spiega cosa si può fare, e la checklist delle prime 48 ore ti dà un modello pronto.

Quanto tempo e quanto lavoro servono davvero?

Il tempo dipende da quanto montaggio fai. Con il planner di produzione puoi provare scenari. Con 20 lezioni da 12 minuti (4 ore di video) e 6 ore a settimana, un moltiplicatore di 4 dà 16 ore di lavoro, cioè 3 settimane; con 8 diventano 32 ore e 6 settimane; con 12, 48 ore e 8 settimane. Sono calcoli dello strumento, non benchmark.

Tre abitudini accorciano i tempi: scrivere una scaletta per ogni lezione prima di registrare, registrare più lezioni di seguito con la stessa luce e lo stesso audio, e fermarsi al «buono abbastanza» sul montaggio delle prime versioni. Se vendi in pre-vendita, hai anche una scadenza che ti obbliga a finire.

Come si scrive la pagina di vendita?

La pagina di vendita risponde a sei domande, nell'ordine: per chi è il corso, che risultato promette, cosa contiene, come funziona (durata, formato, supporto), perché fidarsi (esempi, testimonianze, il tuo percorso) e quanto costa, con la politica di rimborso. Le domande frequenti chiudono i dubbi che altrimenti arrivano in privato.

Metti la promessa nel titolo, il programma in un elenco leggibile e il prezzo vicino a un invito all'azione chiaro. Non promettere risultati che non puoi garantire: scrivi cosa farà lo studente, non cosa otterrà. E dichiara onestamente a chi non serve: riduce i rimborsi e aumenta la fiducia. Per i dettagli su dichiarazioni e sponsorizzazioni, vedi media kit e tariffe.

Come impostare il prezzo su più livelli

Una struttura comune è offrire tre livelli: un'edizione base con le lezioni, una completa con materiali ed esercizi e una con supporto diretto (una chiamata o una revisione). Servono a due cose: permettono a chi ha meno budget di entrare e danno a chi vuole più aiuto un modo per pagare di più. Non c'è un livello giusto per tutti: parti con due e aggiungi il terzo solo se ricevi richieste.

Usa il calcolatore per ogni livello: il livello con supporto costa il tuo tempo, quindi controlla che il margine regga anche con pochi acquirenti. E decidi prima come gestire i rimborsi: una politica chiara, scritta sulla pagina, riduce le contestazioni.

Cosa fare nei primi trenta giorni dopo il lancio?

Nei primi trenta giorni ascolta, non cambiare tutto. Leggi ogni risposta degli studenti, annota le domande che si ripetono e correggi per primi gli errori di audio o di contenuto che bloccano la comprensione. Mandare un breve messaggio alla fine della prima settimana («Come va? C'è qualcosa che non è chiaro?») ti dà informazioni che nessun sondaggio sostituisce.

Controlla anche i numeri essenziali: quanti hanno iniziato, quanti sono arrivati alla terza lezione, quante richieste di supporto hai ricevuto. Se molti si fermano alla stessa lezione, il problema è quella lezione. Dopo un mese hai i dati per decidere cosa migliorare, se aprire una seconda edizione e quale parte del corso trasformare in contenuti gratuiti per portare nuovi studenti.

Cosa controllare prima del lancio?

  1. La promessa si dice in una frase.
  2. Hai almeno una pre-vendita o una lista di interessati.
  3. Le prime due lezioni sono state viste da qualcuno del tuo pubblico.
  4. Hai scelto dove incassare e consegnare, e conosci le commissioni.
  5. Hai un watermark o un limite dei dispositivi, se il corso è il tuo prodotto principale.
  6. Hai sistemato la parte fiscale: se non sai se serve la partita IVA, leggi la guida.

Termini chiave. La pre-vendita è vendere un corso prima di costruirlo, per verificare la domanda. Il moltiplicatore di produzione è il numero di ore di lavoro per ogni ora di video finito. Il tasso di completamento è la quota di iscritti che finisce il corso.

Come abbiamo verificato. Abbiamo fatto girare il planner di produzione con moltiplicatori di 4, 8 e 12 e abbiamo trovato 3, 6 e 8 settimane di lavoro per le stesse quattro ore di video. Abbiamo controllato i dati sul completamento nel rapporto di Inside Higher Ed. Non abbiamo trovato un benchmark indipendente sui tempi di produzione, e lo diciamo. Contatto: hi@heytea.app. Nota editoriale: controlliamo ogni dato sulle fonti elencate sotto e correggiamo apertamente gli errori.

Domande frequenti

Come si crea un videocorso da zero?

Si parte da una promessa precisa su un risultato che un gruppo definito di persone vuole ottenere, la si verifica con una pre-vendita o un sondaggio, si progetta una struttura di moduli e lezioni brevi, si registrano i video e si sceglie dove ospitarli e venderli. Solo dopo si fissa il prezzo e si fa il lancio. Validare prima di produrre evita di investire mesi su un'idea che nessuno compra.

Quanto costa creare un videocorso?

Dipende da quanto fai da solo. I costi vivi possono essere bassi, se registri con telefono e microfono, ma il costo vero è il tempo: nello strumento gratuito di Tea il valore predefinito è di 4 ore di lavoro per ogni ora di video, cioè 16 ore per un corso di 4 ore. Per il tuo caso usa il calcolatore di redditività con i tuoi numeri.

Quanto dovrei far pagare un videocorso?

Non c'è un prezzo giusto valido per tutti: dipende dal risultato promesso, dal pubblico e da cosa offre chi compete con te. Parti dal valore del risultato per chi compra, non dal numero di ore di video, e calcola quante vendite servono per coprire i costi con il calcolatore. Puoi poi testare due prezzi con due gruppi di pre-iscritti.

Quanti studenti finiscono davvero un corso online?

Pochi. Uno studio del 2013 su 29 corsi MOOC trovò un tasso medio di completamento del 6,8%, con un minimo dello 0,8% e un massimo del 19,2%. Riguarda corsi universitari aperti e gratuiti, non corsi a pagamento di un creator, quindi è un ordine di grandezza e non una previsione. Un corso breve, con scadenze e supporto, tende a far meglio.

Serve proteggere un videocorso prima di venderlo?

Se il corso è il tuo prodotto principale e costa centinaia di euro, conviene pensarci prima del lancio, perché dopo una fuga non si recupera nulla. Nessuna protezione impedisce di filmare lo schermo, ma un watermark per studente e un limite dei dispositivi rendono la copia più rischiosa per chi la fa e rintracciabile per te.

Fonti

  • Hostinger, guida alla vendita di corsi online in sei passi. Fonte di un fornitore. hostinger.com
  • Kajabi, «How to Sell an Online Course Before You Build It». Fonte di un fornitore di piattaforme. kajabi.com
  • Inside Higher Ed, 10 maggio 2013, sullo studio di Katy Jordan sui tassi di completamento dei MOOC. insidehighered.com
  • Strumenti gratuiti di Tea: calcolatore di redditività e planner di produzione.
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