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Contratto con un brand: le clausole spiegate ai creator

Le clausole di un contratto di collaborazione con un brand, spiegate a un creator: esclusiva, diritti d'uso, compenso, revisioni e recesso. Con checklist.

di Giampiero ViragoPubblicato il 10 min di lettura

Illustrazione in toni ocra: una grande lente d'ingrandimento su un contratto con tre clausole evidenziate, accanto a un piccolo cronometro, un globo, un lucchetto e una penna stilografica.

Il primo contratto con un brand è spesso un file di sei pagine mandato la sera prima della scadenza. Si firma perché si ha fretta e perché leggerlo sembra un lusso. Questa guida serve a leggerlo in dieci minuti, sapendo quali clausole cercare e cosa chiedere di cambiare.

Una nota onesta sulle fonti. I testi di legge italiani che servono (codice civile, legge sul diritto d'autore) non siamo riusciti a leggerli tutti sulla fonte ufficiale: dove la riga viene da un riassunto di un commentatore lo scriviamo, e conviene far controllare il testo a un avvocato.

Perché serve un contratto scritto?

Serve perché dimostra cosa è stato concordato e perché per alcune cose la legge richiede la forma scritta. Per l'uso dei diritti d'autore, l'articolo 110 della legge 633/1941 dice che «la trasmissione dei diritti di utilizzazione deve essere provata per iscritto».

Senza un testo firmato, o almeno una conferma scritta con le condizioni, discutere dopo di cosa il brand potesse fare con il tuo contenuto diventa una parola contro l'altra. Le campagne con prodotti in regalo e micro-creator spesso restano informali, ma appena c'è un compenso o il brand vuole riusare il contenuto come pubblicità, il testo scritto è la cosa più economica che puoi pretendere. Per il quadro dei diritti, leggi Diritti sui contenuti.

Quali sono le clausole da cercare?

Le clausole da cercare sono nove: parti e oggetto, consegne e date, compenso e pagamento, uso dei contenuti, esclusiva, revisioni, dichiarazione della pubblicità, recesso e controversie. Kolsquare, una piattaforma di influencer marketing, elenca gli stessi elementi, compresa la durata della collaborazione e chi possiede i contenuti.

Chi tutela di più ogni clausola
Tutela il creatorTutela il brand
Durata limitata dell'uso dei contenutiSìIn parte
Esclusiva limitata a una categoria e a un periodoSìIn parte
Acconto alla firma e scadenze di pagamentoSìNo
Revisioni illimitate dei contenutiNoSì
Diritto del brand di modificare il contenutoNoSì
Recesso con preavviso e compenso per il lavoro già fattoSìIn parte

Valutazione qualitativa della redazione, non una regola: ogni clausola può essere scritta in modo più o meno favorevole. Gli elenchi di clausole vengono da guide di settore (Kolsquare, Agenda Digitale).

Kolsquare, che è un fornitore e non uno studio legale, propone anche una clausola sull'uso del nome e del logo del brand da parte del creator e una clausola morale di risoluzione. Non cita norme italiane e rimanda alla legge di ogni Paese per le regole sulla trasparenza della pubblicità: la utilizziamo per l'elenco, non per il diritto.

Come funziona la clausola di esclusiva?

L'esclusiva è un patto che limita la concorrenza e può vincolare il creator o il brand. Nel primo caso il creator non può promuovere prodotti analoghi o concorrenti per la durata del contratto; nel secondo il brand non può ingaggiare altri per lo stesso prodotto senza autorizzazione. Un contributo su Agenda Digitale di Vincenzo Iaia, del comitato scientifico di Assoinfluencer (21 settembre 2023), inquadra il contratto di influencer marketing come contratto atipico e riassume l'articolo 2596 del codice civile dicendo che la limitazione deve essere provata per iscritto, circoscritta a una zona o a una attività e non superare i cinque anni (Agenda Digitale). È un riassunto, non il testo di legge, che non siamo riusciti a leggere sulla fonte ufficiale: fatti confermare i limiti da un avvocato. Per un creator, due regole pratiche: scrivi cosa è vietato con precisione (per esempio «bevande energetiche», non «tutti i concorrenti») e chiedi un compenso proporzionato alla restrizione.

Illustrazione in toni ocra: due mani che si stringono sopra un tavolo, tra loro una penna e una clessidra, e un foglio con caselle da spuntare sotto le mani.
Un contratto serve a far coincidere due idee di che cosa si è promesso.

Come si regolano l'uso dei contenuti e i diritti?

Il contratto deve dire dove, per quanto tempo e con quali mezzi il brand può usare il contenuto, e chi può modificarlo. Noi distinguiamo tre livelli: la ripubblicazione sui canali del brand, l'uso come pubblicità a pagamento e i diritti commerciali ampi o senza scadenza. Ogni livello ha un prezzo diverso.

Il livello in cui il brand ripubblica il tuo post sui suoi profili è il più comune. Quando invece il contenuto diventa un annuncio, o il brand chiede diritti senza limiti di tempo, stai concedendo molto di più: serve una durata, un territorio, i canali e un compenso. Se vuoi un esempio di formulazione, lo trovi in Diritti sui contenuti; per quanto chiedere, leggi Media kit e tariffe.

Come si scrivono compenso, pagamenti e revisioni?

Il compenso va scritto con l'importo, la valuta, le scadenze e il metodo di pagamento. Le revisioni vanno limitate a un numero e a un termine, altrimenti il lavoro resta aperto a tempo indeterminato. Se la campagna cambia, scrivi come si ricalcola il compenso.

Kolsquare consiglia di indicare modalità e frequenza dei pagamenti, anticipo e saldo e una scadenza per ogni pagamento, con il primo versamento solo dopo la firma di entrambe le parti. Aggiungi: un termine di consegna realistico, cosa succede se il brand ritarda l'approvazione e un acconto non rimborsabile se interrompe la collaborazione. Per l'aspetto fiscale di ciò che incassi, vedi la guida alla partita IVA per creator.

Come si dichiara la sponsorizzazione nel contratto?

Il contratto può stabilire che i contenuti siano segnalati come pubblicità in modo chiaro e riconoscibile e chi se ne occupa. In Italia il Digital Chart dello IAP, aggiornato il 30 ottobre 2024, estende le regole anche ai podcast e ai servizi offerti, come soggiorni o cene.

Nell'ingiunzione n. 12/24 del 29 maggio 2024, lo IAP ha censurato un reel su Instagram perché l'hashtag che segnalava la pubblicità compariva solo in fondo alla didascalia (Il Fatto Alimentare). Il testo integrale del Digital Chart non siamo riusciti a leggerlo, quindi controllalo sul sito dello IAP. Nel contratto scrivi chi mette la dicitura e dove: all'inizio del contenuto è la posizione più sicura.

Come si risolve un contratto o una controversia?

Il contratto deve dire quando una parte può recedere, con quale preavviso e con quali conseguenze economiche, e come si risolvono le controversie. Una clausola di recesso equilibrata prevede un compenso per il lavoro già consegnato e uno stop agli usi quando l'accordo finisce.

Prevedi almeno: cosa succede ai contenuti già pubblicati (restano o vanno rimossi), entro quanto tempo, chi paga eventuali costi e quale tribunale è competente. Non scrivere clausole che non capisci: se una frase rimanda a norme che non conosci, chiedi un parere. Se il brand propone una cessione totale o penali sproporzionate, rivolgiti a un avvocato prima di firmare.

Come leggere un contratto in dieci minuti?

Leggilo con una checklist: chi sono le parti, cosa devi consegnare e quando, quanto e quando vieni pagato, cosa può fare il brand con il contenuto e per quanto tempo, cosa ti vieta l'esclusiva, come si segnala la pubblicità e come si esce dal contratto.

  1. Evidenzia ogni numero (importi, date, durate) e controlla che siano coerenti.
  2. Cerca le parole «esclusiva», «in perpetuo», «ogni mezzo» e «senza limiti».
  3. Chiedi per iscritto di limitare durata, territorio e canali.
  4. Verifica chi dichiara la pubblicità e dove.
  5. Conserva una copia firmata e la prova del pagamento.

Termini chiave. Una clausola di esclusiva è un patto che limita la concorrenza per un periodo e un ambito definiti. I diritti d'uso sono i permessi di utilizzare un contenuto, limitati per durata, territorio e canale. Il recesso è la facoltà di una parte di sciogliere il contratto prima della scadenza.

Come abbiamo verificato. Abbiamo letto l'articolo di Agenda Digitale e la guida di Kolsquare e abbiamo trovato gli elenchi di clausole, con la precisazione che nessuno dei due è un parere legale. Non siamo riusciti a leggere il testo ufficiale dell'articolo 2596 del codice civile né il Digital Chart dello IAP, e lo diciamo. Abbiamo trovato la frase dell'articolo 110 nella legge sul diritto d'autore. Contatto: hi@heytea.app. Nota editoriale: controlliamo ogni dato sulle fonti elencate sotto e correggiamo apertamente gli errori.

Domande frequenti

Cosa deve contenere un contratto di collaborazione con un brand?

Le parti, la descrizione della campagna e dei contenuti da consegnare, le date, il compenso e i tempi di pagamento, a chi appartengono i contenuti e come possono essere usati, l'eventuale esclusiva, le revisioni, la dichiarazione della natura pubblicitaria, le cause di recesso e come si risolvono le controversie. Le guide di settore concordano su questi elementi, ma non sostituiscono la lettura di un legale sul tuo caso.

Come funziona la clausola di esclusiva?

L'esclusiva può vincolare il creator, che non promuove prodotti concorrenti per un periodo, oppure il brand, che non ingaggia altri per lo stesso prodotto. Un commentatore su Agenda Digitale, membro del comitato scientifico di Assoinfluencer, riassume l'articolo 2596 del codice civile così: serve la forma scritta, un ambito di zona o di attività definito e una durata non superiore a cinque anni. Verifica il testo con un avvocato.

Un accordo via messaggi o email vale come contratto?

Per l'uso dei diritti d'autore, l'articolo 110 della legge 633/1941 dice che la trasmissione dei diritti di utilizzazione deve essere provata per iscritto. Un accordo informale rende difficile dimostrare cosa hai concesso. Conviene sempre un testo firmato o almeno una conferma scritta con durata, ambito e compenso chiari.

Si può chiedere un compenso extra per l'esclusiva?

Sì: è una restrizione della tua libertà di lavorare e può avere un prezzo. Più è ampia (durata, categorie, territorio), più ha senso chiederlo. Scrivi nel contratto cosa è vietato esattamente e per quanto tempo, e cosa succede se il brand interrompe la collaborazione prima della scadenza dell'esclusiva.

Come si dichiara una sponsorizzazione nel contratto?

Il contratto può prevedere che i contenuti siano segnalati come pubblicità in modo chiaro e riconoscibile, secondo il Digital Chart dello IAP, aggiornato il 30 ottobre 2024. In un caso del 2024 lo IAP ha censurato un reel perché l'hashtag pubblicitario stava solo in fondo alla didascalia. Scrivi chi si occupa della dichiarazione e dove deve comparire.

Fonti

  • Agenda Digitale, Vincenzo Iaia, «La (non) concorrenza nel contratto di influencer marketing», 21 settembre 2023. Commentatore del comitato scientifico di Assoinfluencer; riassume l'art. 2596 c.c. Consultata il 16 ottobre 2026. agendadigitale.eu
  • Kolsquare, «Contratto con un influencer: consigli e suggerimenti», 22 aprile 2024. Fonte di una piattaforma di influencer marketing; non cita norme italiane. Consultata il 16 ottobre 2026. kolsquare.com
  • Il Fatto Alimentare, 5 luglio 2024, sul caso IAP di un reel con hashtag in fondo alla didascalia. ilfattoalimentare.it
  • Il Sole 24 Ore, nuova versione del Digital Chart IAP (30 ottobre 2024). ntplusdiritto.ilsole24ore.com
  • Normattiva, legge 22 aprile 1941 n. 633, art. 110. normattiva.it
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