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Sequenza email per vendere un corso: 12 email da copiare

Le email per vendere un videocorso, una per una: benvenuto, lancio e dopo l'acquisto. Cosa scrivere, quando inviarle e le regole di Gmail contro lo spam.

di Giampiero ViragoPubblicato il 11 min di lettura

Illustrazione in toni ocra: una fila di aeroplanini di carta che volano uno dopo l'altro in un arco morbido verso una finestra aperta con le tende.

La maggior parte dei corsi dei creator si vende per email. Non perché l'email sia magica, ma perché è l'unico canale in cui scrivi a tutte le persone interessate, nel momento che scegli tu, senza un algoritmo in mezzo.

Questa guida propone una sequenza di dodici email da adattare al tuo corso: le prime quattro accolgono chi si iscrive, le sette successive accompagnano il lancio, l'ultima accoglie chi ha comprato. Per ogni email trovi lo scopo, il momento e un'idea di oggetto.

Come è fatta una sequenza email per vendere un corso?

È una serie di email programmate, ciascuna con un compito diverso, che porta il lettore da «ti ho appena scoperto» a «compro il corso». Le email di benvenuto costruiscono fiducia; quelle del lancio rispondono ai dubbi e creano una scadenza; quelle dopo l'acquisto fanno iniziare bene lo studente.

Le 12 email in sintesi
Vende il corsoAutomatica
1. Benvenuto e consegna del contenuto gratuitoNoSì
2. La tua storia e cosa insegniNoSì
3. Un consiglio pratico in piùNoSì
4. Il risultato di uno studenteIn parteSì
5. Apertura delle iscrizioniSìNo
6. Le domande più frequentiSìNo
7. Storia di uno studente in dettaglioSìNo
8. Dentro il programmaSìNo
9. Per chi non è il corsoSìNo
10. Ultimo giornoSìNo
11. Ultime oreSìNo
12. Benvenuto nel corsoNoSì

Schema della redazione. Le email 1-4 partono da sole all'iscrizione; le 5-11 si scrivono per ogni lancio; la 12 parte all'acquisto.

Cosa scrivere nelle email di benvenuto?

Le email di benvenuto servono a farti conoscere e a far aprire la prossima email. Partono da sole quando qualcuno si iscrive, di solito dopo aver scaricato un contenuto gratuito come quelli di lead magnet per creator.

Email 1, subito: benvenuto e consegna. Consegna quello che hai promesso, in alto e ben visibile. Poi due righe: chi sei, cosa riceverà e ogni quanto. Oggetto: «Ecco la tua checklist (e cosa arriva dopo)».

Email 2, giorno 2: la tua storia. Perché insegni questa cosa, cosa hai sbagliato all'inizio, cosa hai capito. Breve e concreta: serve a creare un legame, non a fare un curriculum.

Email 3, giorno 4: un consiglio pratico. Un piccolo risultato in più, legato al contenuto gratuito. Chi lo applica ha una seconda prova che il tuo metodo funziona.

Email 4, giorno 7: il risultato di uno studente. Una storia vera, con il permesso della persona: da dove partiva, cosa ha fatto, cosa ha ottenuto. Alla fine, una riga che dice che il corso esiste e quando riaprirà.

Quali email mandare durante il lancio?

Durante il lancio le email rispondono, una per una, ai motivi per cui le persone non comprano. Le iscrizioni restano aperte di solito 5-7 giorni; il calendario completo del lancio lo trovi in come lanciare un corso online.

Email 5, giorno 1: apertura. Cosa è il corso, per chi è, cosa include, quanto costa, fino a quando sono aperte le iscrizioni. Un pulsante, ripetuto in fondo. Oggetto: «Le iscrizioni a [nome del corso] sono aperte».

Email 6, giorno 2: le domande frequenti. Raccogli le domande arrivate dopo l'apertura e rispondi: quanto tempo serve, per quanto resta disponibile, se c'è la fattura, come funziona il rimborso.

Email 7, giorno 3: una storia di studente. Una testimonianza raccontata come un piccolo caso, non come una citazione. Come raccoglierle in modo corretto lo spieghiamo in testimonianze e recensioni per un corso online.

Email 8, giorno 4: dentro il programma. Mostra un modulo nel dettaglio, con uno screenshot o un breve estratto video. Chi è indeciso spesso vuole solo vedere com'è fatto.

Email 9, giorno 5: per chi non è il corso. Dire a chi non serve il corso aumenta la fiducia di chi è davvero il pubblico giusto, e riduce i rimborsi.

Email 10, ultimo giorno, mattina: la scadenza. Cosa succede alla chiusura, quando riaprirà (se lo sai), il riepilogo dell'offerta.

Email 11, ultimo giorno, poche ore prima: ultime ore. Breve: tre righe e il pulsante. È spesso una delle email che vende di più, perché arriva a chi ha rimandato la decisione.

Un esempio: l'email «per chi non è il corso»

Ecco come può essere l'email 9 per un corso di fotografia di matrimonio. Oggetto: «Questo corso non è per tutti». Il testo ha tre paragrafi brevi. Il primo dice per chi è: fotografi che hanno già una macchina fotografica e hanno scattato almeno un evento. Il secondo dice per chi non è: chi cerca le impostazioni di base della fotocamera, oppure chi vuole fotografare solo paesaggi, per esempio, perché il corso non dedica tempo a nessuna delle due cose. Il terzo invita chi ha ancora dubbi a rispondere con una domanda e rimanda alla pagina di vendita. Nient'altro. Di conseguenza le persone giuste sentono che il corso è stato pensato per loro, mentre quelle sbagliate se ne vanno prima di comprare e di chiedere un rimborso. In altre parole, dire di no in pubblico è una delle cose più convincenti che un'email di vendita possa fare.

Illustrazione in toni ocra: una fila di buste appese con mollette di legno a uno spago, come una ghirlanda, ognuna di dimensioni leggermente diverse.
Ogni email ha un compito diverso: insieme formano un percorso.

E dopo l'acquisto?

Email 12, subito dopo l'acquisto: benvenuto nel corso. Come accedere, da quale lezione partire, dove fare domande, cosa fare se qualcosa non funziona. Chi inizia bene finisce più spesso il corso, e chi finisce il corso è il prossimo a raccontarlo.

Nei giorni successivi puoi aggiungere un'email di incoraggiamento dopo la prima settimana e una richiesta di feedback a metà percorso. Per proporre in seguito un altro tuo corso ai clienti, in Italia vale l'eccezione detta soft spam: il Garante privacy ricorda che puoi usare l'email ottenuta con una vendita per promuovere tuoi prodotti analoghi senza un nuovo consenso, se il cliente è stato informato e non si oppone.

Come evitare che le email finiscano nello spam?

Configura il dominio, rendi facile disiscriversi e scrivi solo a chi ha chiesto di riceverti. Le linee guida di Google per i mittenti chiedono a tutti l'autenticazione SPF o DKIM e un tasso di segnalazione come spam sotto lo 0,3%. Chi invia circa 5.000 messaggi o più al giorno verso account Gmail deve avere SPF, DKIM e DMARC, offrire la disiscrizione con un clic nei messaggi di marketing e, secondo le domande frequenti di Google, gestire le richieste di disiscrizione entro 48 ore.

Le soglie di Gmail per chi invia email di marketing
Messaggi al giorno: oltre, sei un mittente massivo
5000
Ore per gestire una richiesta di disiscrizione
48
Segnalazioni di spam ogni 1.000 email: il limite da non raggiungere
3

Google, Email sender guidelines e FAQ. Lo 0,3% equivale a 3 segnalazioni ogni 1.000 email; Google consiglia di restare sotto lo 0,1%. Consultati il 18 ottobre 2026.

Da novembre 2025 Google applica queste regole in modo più severo, con rifiuti temporanei o permanenti per i messaggi non conformi. Le piattaforme di newsletter gestiscono gran parte della parte tecnica, ma il dominio di invio è tuo: controlla di averlo configurato.

Un trucco onesto per il lancio

Nella prima email del lancio metti un link «non mi interessa questo corso»: chi lo clicca non riceve le altre email del lancio ma resta iscritto alla newsletter. Riduce le disiscrizioni e le segnalazioni di spam, e ti dice quante persone non sono interessate.

Come misurare se la sequenza funziona?

Guarda il clic verso la pagina di vendita e le vendite per ogni email, non le aperture. Mailchimp avverte che le aperture sono influenzate dalla protezione della privacy di Apple Mail, e Google, nelle sue linee guida per i mittenti, precisa di non misurare le aperture. Come riferimento, Mailchimp riporta per il settore istruzione e formazione un clic medio del 3,02% (dati di dicembre 2023): è un dato di un fornitore, utile solo come ordine di grandezza.

Confronta un lancio con il successivo cambiando una cosa alla volta: l'oggetto dell'apertura, l'ordine delle email, la storia scelta. Per le metriche in generale vedi metriche per creator.

Quali errori evitare?

  • Scrivere solo durante il lancio. Se la lista sente la tua voce solo quando vendi, le email del lancio sembrano pubblicità.
  • Email tutte uguali. Se ogni email ripete «il corso è aperto», le persone smettono di leggerle.
  • Urgenze finte. Conti alla rovescia che ripartono e «ultimi posti» inventati rovinano la fiducia.
  • Dimenticare chi ha già comprato. Escludi gli acquirenti dalle email del lancio appena comprano.
  • Nessun modo semplice per disiscriversi. È un obbligo, e nasconderlo porta più segnalazioni di spam.

Termini chiave. La sequenza è una serie di email programmate con un ordine e uno scopo. La disiscrizione con un clic permette di uscire dalla lista senza passaggi aggiuntivi. Il tasso di segnalazione come spam è la quota di destinatari che segnala un'email come indesiderata.

Come abbiamo verificato. Abbiamo letto le linee guida di Google per i mittenti e le relative domande frequenti, le linee guida del Garante privacy del 2013 sul marketing (soft spam) e la pagina dei benchmark di Mailchimp. Le dodici email sono uno schema della redazione, non il risultato di uno studio. Contatto: hi@heytea.app. Nota editoriale: controlliamo ogni dato sulle fonti elencate sotto e correggiamo apertamente gli errori.

Domande frequenti

Quante email servono per vendere un corso online?

Una sequenza completa ne ha circa dodici: quattro di benvenuto per chi si iscrive, sette durante il lancio (dall'apertura all'ultima ora) e una o più dopo l'acquisto. Il numero conta meno del contenuto: ogni email deve portare qualcosa di nuovo, che sia una risposta a un dubbio, una storia o un dettaglio del corso.

Ogni quanto mandare le email durante un lancio?

Nella settimana in cui le iscrizioni sono aperte è normale scrivere quasi ogni giorno e due volte l'ultimo giorno. Fuori dal lancio, una email a settimana è un ritmo sostenibile per la maggior parte dei creator. Offri sempre un modo per non ricevere le email del lancio restando iscritti alla newsletter.

Cosa scrivere nell'oggetto di un'email di vendita?

Un oggetto chiaro e specifico, che dica cosa c'è dentro: «Le iscrizioni chiudono stasera alle 23» funziona meglio di frasi vaghe o allarmistiche. Evita oggetti ingannevoli («Re:» finti, urgenze false): fanno aprire una volta e segnalare come spam la volta dopo.

Le email di vendita finiscono nello spam?

Possono finirci se il dominio non è autenticato o se troppi destinatari le segnalano. Google chiede a chi invia molte email verso Gmail di autenticare il dominio con SPF, DKIM e DMARC, di offrire la disiscrizione con un clic e di tenere le segnalazioni di spam sotto lo 0,3%, meglio sotto lo 0,1%.

Posso scrivere a chi ha già comprato per proporre un altro corso?

In Italia, per i propri clienti vale l'eccezione detta soft spam (articolo 130, comma 4, del Codice privacy): puoi usare l'email ottenuta con una vendita per proporre tuoi prodotti analoghi senza un nuovo consenso, se il cliente è stato informato e può opporsi in ogni momento. Per prodotti diversi o di terzi serve il consenso.

Fonti

  • Google, «Email sender guidelines». Consultata il 18 ottobre 2026. support.google.com
  • Google, «Email sender guidelines FAQ». Consultata il 18 ottobre 2026. support.google.com
  • Garante per la protezione dei dati personali, «Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam», 4 luglio 2013, paragrafo 2.7. Consultato il 18 ottobre 2026. garanteprivacy.it
  • Mailchimp, «Email Marketing Benchmarks», dati aggiornati a dicembre 2023. Fonte di un fornitore. Consultata il 18 ottobre 2026. mailchimp.com
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