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Collaborazioni tra creator: come crescere insieme

Come trovare creator con cui collaborare, formati che funzionano (dirette, newsletter, bundle), come dividere lavoro e incassi e cosa dichiarare.

di Giampiero ViragoPubblicato il 9 min di lettura

Illustrazione in toni ocra: due canoe che pagaiano fianco a fianco su un lago calmo, con le pagaie che si incrociano.

Due creator con pubblici vicini che si presentano a vicenda crescono più in fretta di due creator che lavorano da soli. Non serve un budget: serve trovare la persona giusta, proporre qualcosa di utile per entrambi e mettere per iscritto le regole quando ci sono soldi in gioco.

Questa guida spiega come scegliere i partner, quali formati usare, come dividere lavoro e incassi e cosa dichiarare al pubblico.

Perché collaborare con altri creator?

Perché la fiducia si trasferisce. Chi segue un creator da mesi si fida delle sue raccomandazioni; quando quel creator ti presenta, parti con un credito che da solo impiegheresti molto a costruire. È lo stesso meccanismo del passaparola, applicato a un pubblico intero.

In più, le collaborazioni portano persone già interessate al tuo tema, a differenza della pubblicità che spesso raggiunge chi non lo è. Il confronto con la pubblicità a pagamento è in sponsorizzate su Instagram e Facebook.

Come scegliere il partner giusto?

Con tre criteri: pubblico complementare, valori simili, dimensione comparabile.

Come valutare un possibile partner
Buon segnaleSegnale di allarme
Il suo pubblico ha il problema che il tuo corso risolveSìNo
Vende esattamente il tuo stesso corsoNoSì
Ha un modo di comunicare simile al tuoSìNo
Ha un pubblico molto più grande del tuoDipendeDipende
Ha avuto polemiche con il suo pubblicoNoSì

Schema della redazione.

Un pubblico molto più grande non è un problema in sé, ma lo scambio deve essere equilibrato: se tu porti meno pubblico, porta più lavoro o più contenuto. La dimensione conta meno dell'affinità.

Quali formati di collaborazione funzionano?

Dal più semplice al più impegnativo:

  1. Una diretta insieme su un tema comune, con domande del pubblico.
  2. Un post o video in collaborazione, pubblicato su entrambi i profili.
  3. Uno scambio di consigli nelle newsletter: ognuno presenta l'altro ai propri iscritti.
  4. Un webinar a due voci, con un contenuto gratuito per ciascuno; vedi webinar per vendere un corso online.
  5. Un bundle: i vostri corsi venduti insieme per un periodo, a un prezzo unico.
  6. Un corso scritto insieme, con un accordo su lavoro, proprietà e incassi.
Illustrazione in toni ocra: due alberi i cui rami si intrecciano formando un arco sopra una panchina in un parco.
Una buona collaborazione crea qualcosa che nessuno dei due avrebbe da solo.

Un esempio di scambio di newsletter

Una creator che insegna fotografia di cibo, con 2.500 iscritti alla newsletter, propone uno scambio a una food blogger con 4.000 iscritti che non vende corsi di fotografia. Ognuna scrive un paragrafo di presentazione dell'altra, con un link al rispettivo contenuto gratuito, e lo invia nella stessa settimana. Il pubblico della blogger è più grande, quindi la creator aggiunge una cosa: una mini-guida gratuita di tre pagine sulla luce per le foto di ricette, che la blogger può offrire in esclusiva ai suoi iscritti. Nella settimana successiva arrivano 180 nuovi iscritti alla creator e 90 alla blogger. Lo scambio è equilibrato perché ciascuna ha portato qualcosa: pubblico da una parte, contenuto dall'altra. Inoltre entrambe hanno ottenuto iscritti già interessati al tema. In pratica, la domanda da farsi non è «chi ha più follower» ma «cosa porto io in questo scambio». I numeri sono un esempio della redazione.

Come dividere lavoro e incassi?

Con un accordo scritto prima di iniziare, anche breve. Deve dire chi fa cosa, chi possiede i contenuti prodotti, come si dividono incassi e costi, cosa succede se uno dei due vuole uscire. Per i diritti sui contenuti vedi diritti sui contenuti e licenze.

Una divisione al 50% funziona solo se lavoro e pubblico portato sono simili. Altrimenti si può legare la divisione a ciò che ciascuno porta, per esempio con link di affiliazione che attribuiscono ogni vendita a chi l'ha generata, come spieghiamo in programma di affiliazione per un corso online.

Cosa dichiarare al pubblico?

Se c'è un vantaggio economico (una commissione, un pagamento, uno scambio di servizi), va dichiarato in modo chiaro e vicino alla raccomandazione. Negli Stati Uniti la FTC, nelle sue risposte sulle linee guida per le approvazioni, chiede di dichiarare in modo chiaro e ben visibile i legami economici tra chi raccomanda e chi vende. In Italia valgono le regole AGCOM per gli influencer e la Digital Chart dello IAP.

Anche quando non c'è un pagamento, spiegare la collaborazione («conosco Marta da anni e il suo corso è il migliore che ho visto sulla luce») la rende più credibile.

Quali errori evitare?

  • Collaborare con un concorrente diretto. Il pubblico si confonde e nessuno dei due ci guadagna.
  • Scambi squilibrati. Se uno porta molto più dell'altro, la collaborazione non si ripete.
  • Nessun accordo scritto quando ci sono soldi. Le incomprensioni arrivano dopo, non prima.
  • Legami economici non dichiarati. Rovinano la fiducia e violano le regole.
  • Una collaborazione sola. Le relazioni con altri creator funzionano nel tempo.

Termini chiave. Lo scambio di newsletter è la presentazione reciproca di due creator ai propri iscritti. Il bundle è la vendita di più prodotti insieme a un prezzo unico. Il legame economico è qualunque vantaggio che lega chi raccomanda a chi vende.

Come abbiamo verificato. Abbiamo letto le risposte della FTC sulle linee guida per le approvazioni (giugno 2023). Non abbiamo potuto leggere la pagina ufficiale di Instagram sui post in collaborazione, quindi non ne descriviamo il funzionamento tecnico. L'esempio è della redazione. Contatto: hi@heytea.app. Nota editoriale: controlliamo ogni dato sulle fonti elencate sotto e correggiamo apertamente gli errori.

Domande frequenti

Perché collaborare con altri creator?

Perché è il modo più rapido di farsi conoscere da un pubblico già interessato al tuo tema, senza pagare pubblicità. Chi segue un creator vicino a te si fida del suo giudizio: se lui ti presenta, parti con un credito di fiducia che da solo impiegheresti mesi a costruire.

Come si sceglie un creator con cui collaborare?

Cerca un pubblico vicino ma non identico al tuo, valori simili e una dimensione comparabile. Un fotografo di matrimoni e un wedding planner hanno pubblici complementari; due fotografi di matrimoni sono concorrenti. La dimensione conta meno dell'affinità, ma uno scambio funziona meglio quando entrambi portano qualcosa.

Quali formati di collaborazione funzionano?

I più semplici sono una diretta insieme, un post o un video in collaborazione, uno scambio di consigli nelle rispettive newsletter. I più impegnativi sono un webinar a due voci, un corso in bundle o un corso scritto insieme, che richiedono un accordo scritto su lavoro e incassi.

Come si dividono gli incassi di un corso fatto insieme?

Con un accordo scritto prima di iniziare: chi fa cosa, chi possiede i contenuti, come si dividono incassi e costi, cosa succede se uno dei due vuole uscire. Una divisione al 50% funziona solo se anche lavoro e pubblico portato sono simili; altrimenti conviene legarla a ciò che ciascuno porta.

Bisogna dichiarare una collaborazione al pubblico?

Se c'è un vantaggio economico, sì: una commissione sulle vendite, un pagamento, uno scambio di servizi. Negli Stati Uniti la FTC chiede di dichiarare in modo chiaro i legami economici; in Italia valgono le regole AGCOM per gli influencer. Uno scambio gratuito di consigli è comunque più credibile se spiegato.

Fonti

  • Federal Trade Commission, «FTC's Endorsement Guides: What People Are Asking», giugno 2023. Consultata il 19 ottobre 2026. ftc.gov
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