Contributi INPS per creator: Gestione Separata e forfettario
Quali contributi INPS paga un creator con partita IVA nel 2026: aliquote del 26,07% e del 24%, massimale, minimale e un esempio di calcolo con il forfettario.

In questo articolo
I contributi previdenziali sono la voce che sorprende di più chi apre la partita IVA: non si vedono in fattura ma pesano più dell'imposta. Questa guida riassume cosa dice la circolare INPS del 2026 sulla Gestione Separata e mostra, con un esempio, come si combinano contributi e imposta nel forfettario.
Un limite da dire subito: è una guida informativa. Non abbiamo letto sulle pagine ufficiali le regole che decidono quale gestione si applica a ogni attività, e per questo non le attribuiamo: chiedilo a un commercialista o all'INPS.
Quale gestione INPS si applica a un creator?
Di norma la Gestione Separata, istituita per i lavoratori autonomi e i professionisti senza una cassa propria. A seconda di come viene inquadrata l'attività, un creator può rientrare anche in altre gestioni, come segnala Fiscomania richiamando la circolare INPS 44/2025.
Fiscomania, un sito divulgativo e non ufficiale, scrive che l'abitualità e l'organizzazione decidono se serve la partita IVA e che da qui dipende la gestione previdenziale: Gestione Separata, commercianti o spettacolo e sport (Fiscomania). Il codice ATECO scelto e la natura dell'attività possono quindi cambiare i contributi: un motivo in più per decidere con un professionista, come spieghiamo in Prestazione occasionale o partita IVA.
Quali sono le aliquote del 2026?
Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata e non assicurati altrove l'aliquota complessiva è del 26,07%; per chi è già pensionato o assicurato presso altre forme obbligatorie è del 24%. Il 26,07% è la somma del 25,00% per l'assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti e di tre aliquote aggiuntive.
Fonte: INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026. Consultata il 16 ottobre 2026.
Vedi i dati in tabella
| Categoria | Aliquota |
|---|---|
| Già pensionati o assicurati altrove | 24% |
| Liberi professionisti non assicurati altrove | 26,07% |
La circolare precisa che l'aliquota va applicata al reddito dell'attività determinato con gli stessi criteri stabiliti ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, come risulta dalla dichiarazione dei redditi. Per un forfettario, quindi, la base è il reddito calcolato con il coefficiente di redditività, e non i ricavi lordi.
Cosa sono il massimale e il minimale?
Il massimale è il limite di reddito oltre il quale non si applicano più le aliquote: per il 2026 è di 122.295 euro. Il minimale, di 18.808 euro per il 2026, serve a determinare l'accredito contributivo: per l'accredito dell'intero anno con l'aliquota del 26,07% serve un contributo annuo di 4.903,25 euro.
- Euro di massimale di reddito
- 122.295
- Euro di minimale
- 18.808
- Euro di contributo per l'anno intero (26,07%)
- 4903
Per chi applica l'aliquota del 24%, la stessa circolare indica un contributo annuo di 4.513,92 euro per l'accredito dell'intero anno. Non abbiamo letto nella circolare un obbligo di contribuzione minima per chi è in Gestione Separata: il minimale è collegato all'accredito, non a un versamento dovuto a prescindere dal reddito. Se hai dubbi sul tuo caso, chiedi conferma all'INPS.

Come si calcolano i contributi nel forfettario?
Si calcolano sul reddito forfettario: ricavi per coefficiente di redditività, per esempio 30.000 euro per il 78% fanno 23.400 euro. Su quel reddito, con l'aliquota del 26,07%, il contributo è di circa 6.100 euro (6.100,38). È un esempio illustrativo, con un coefficiente ipotizzato.
I contributi versati si deducono poi dal reddito su cui si calcola l'imposta sostitutiva: lo dice il comma 64 dell'articolo 1 della legge 190/2014, secondo cui i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge si deducono dal reddito determinato con il regime forfettario. Nell'esempio il reddito su cui si applica il 15% diventa 17.299,62 euro e l'imposta circa 2.595 euro, contro i 3.510 senza deduzione. Per i coefficienti e le soglie del regime, leggi la guida alla partita IVA per creator.
Quanto resta in tasca dopo contributi e imposta?
Nell'esempio da 30.000 euro di ricavi restano circa 21.300 euro prima dei costi: 30.000 meno 6.100 di contributi e meno 2.595 di imposta. Con l'aliquota agevolata del 5% l'imposta scende a circa 865 euro e restano circa 23.000 euro.
I numeri sono un'illustrazione, non una previsione: dipendono dal coefficiente del tuo codice, dalle condizioni per l'aliquota del 5% (nessuna attività artistica, professionale o d'impresa nei tre anni precedenti e nessuna mera prosecuzione di un'attività precedente, secondo il comma 65) e da eventuali altri redditi. Prima di fare conti sui tuoi guadagni, fa' controllare il calcolo a un commercialista. Se vuoi un metodo per mettere da parte la quota giusta, leggi Quanto accantonare per le tasse.
Termini chiave. La Gestione Separata è la gestione INPS per lavoratori autonomi e professionisti senza cassa propria. Il massimale è il limite di reddito oltre il quale non si applicano più le aliquote contributive. Il minimale è il reddito di riferimento per calcolare l'accredito contributivo dell'anno.
Come abbiamo verificato. Abbiamo letto la circolare INPS n. 8 del 2026 e abbiamo trovato le aliquote, il massimale e il minimale. Abbiamo letto il comma 64 della legge 190/2014 e abbiamo trovato la deducibilità dei contributi. Non abbiamo trovato su una pagina ufficiale quale gestione si applichi a ogni inquadramento, e lo diciamo. Contatto: hi@heytea.app. Nota editoriale: controlliamo ogni dato sulle fonti elencate sotto e correggiamo apertamente gli errori.
Domande frequenti
Quale gestione INPS riguarda un creator con partita IVA?
Di norma la Gestione Separata, istituita per i lavoratori autonomi senza una cassa professionale propria. Un sito divulgativo, Fiscomania, segnala che a seconda dell'inquadramento dell'attività si può rientrare anche in altre gestioni (commercianti, spettacolo e sport), richiamando la circolare INPS 44/2025. Quale gestione si applica al tuo caso va chiesto a un commercialista o all'INPS.
Quanto si paga di contributi nel 2026 in Gestione Separata?
Per il 2026 la circolare INPS n. 8 riporta il 26,07% per i liberi professionisti non assicurati altrove (25,00% più aliquote aggiuntive di 0,50, 0,22 e 0,35) e il 24% per chi è già pensionato o assicurato presso altre forme obbligatorie. L'aliquota si applica al reddito, entro il massimale di 122.295 euro.
Su quale importo si calcolano i contributi di chi è in regime forfettario?
Sul reddito determinato con gli stessi criteri usati per l'imposta sui redditi: per un forfettario è il reddito calcolato applicando il coefficiente di redditività ai ricavi. Con 30.000 euro di ricavi e un coefficiente del 78%, il reddito è 23.400 euro e il contributo al 26,07% è circa 6.100 euro. L'esempio è illustrativo.
I contributi si possono dedurre dalle tasse?
Sì: la legge 190/2014, al comma 64 dell'articolo 1, dice che i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge si deducono dal reddito determinato con il regime forfettario. Significa che l'imposta sostitutiva si calcola sul reddito al netto dei contributi versati. Verifica con il commercialista come si applica nel tuo primo anno.
Cosa sono il minimale e il massimale?
Il massimale è il reddito oltre il quale non si pagano più contributi pensionistici: per il 2026 è di 122.295 euro per la Gestione Separata. Il minimale, 18.808 euro per il 2026, serve a calcolare l'accredito: per avere l'accredito dell'intero anno con l'aliquota del 26,07% serve un contributo annuo di 4.903,25 euro.
Fonti
- INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026, aliquote contributive della Gestione Separata 2026, massimale e minimale. Consultata il 16 ottobre 2026. inps.it
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 64 e 65 (regime forfettario: imposta, deduzione dei contributi, aliquota del 5%), testo letto su Normattiva. normattiva.it
- Fiscomania, «Content creator: contributi». Fonte divulgativa, non ufficiale. Letta il 16 ottobre 2026. fiscomania.com