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Link in bio che vende: come usarlo se vendi un corso

Come trasformare il link in bio in iscritti e vendite: una pagina con un'azione principale, ordine dei link, testi, tracciamento UTM ed errori comuni.

di Giampiero ViragoPubblicato il 8 min di lettura

Illustrazione in toni ocra: un cartello di legno alla fine di un vialetto di giardino con diverse frecce senza scritte che indicano piccole porte diverse.

Il link nel profilo è l'unico punto fisso in cui chi ti scopre sui social può passare dai tuoi contenuti al tuo mondo: la lista email, il contenuto gratuito, il corso. Spesso, però, porta a una pagina con dieci pulsanti uguali, e chi arriva non sa cosa fare.

Questa guida spiega come trasformare il link in bio in un passaggio chiaro verso iscritti e vendite, e come misurare se funziona.

A una pagina con un'azione principale chiara. Per la maggior parte dei creator che vendono corsi è l'iscrizione al contenuto gratuito. Chi arriva dal profilo spesso ti ha appena scoperto con un video o un post: comprare subito un corso è un salto troppo grande, lasciare l'email in cambio di qualcosa di utile è un passo naturale. Il contenuto gratuito giusto è spiegato in lead magnet per creator.

Come si costruisce la pagina?

Con pochi elementi, in quest'ordine:

  1. Una riga su chi sei e cosa insegni, con una foto.
  2. Il link principale, molto più evidente degli altri: il contenuto gratuito o, durante un lancio, la pagina di vendita.
  3. Due o tre link secondari: il corso, la newsletter, l'ultimo video lungo.
  4. Nient'altro. Ogni link in più distrae da quello principale.
Cosa mettere in cima, a seconda del momento
Fuori dal lancioDurante il lancio
Contenuto gratuito (lead magnet)In cimaPiù in basso
Pagina di vendita del corsoPiù in bassoIn cima
Lista d'attesa del prossimo lancioPiù in bassoNon serve
NewsletterPiù in bassoPiù in basso
Tutti i social e i progetti passatiNon serveNon serve

Schema della redazione.

Il calendario di un lancio, con le date in cui cambiare l'ordine, è in come lanciare un corso online.

Illustrazione in toni ocra: un portachiavi con alcune chiavi semplici e una chiave dorata più grande, appoggiato su un tavolo di legno.
Tra tanti link, uno solo deve essere la chiave d'oro.

Cosa scrivere nella bio e nei contenuti?

Una riga su cosa insegni e a chi, e un invito che anticipa cosa trova chi clicca. «Insegno fotografia di matrimonio a chi ha appena iniziato. Scarica la checklist delle 12 inquadrature» funziona meglio di «Fotografo | Creator | Link sotto». Lo stesso invito va ripetuto alla fine dei contenuti, come spieghiamo in copywriting per creator.

Le parole della bio, del contenuto e della pagina devono coincidere: chi clicca su «checklist delle 12 inquadrature» deve trovare esattamente quella, in cima alla pagina.

Come misurare se funziona?

Con i parametri UTM su ogni link della pagina. La pagina di aiuto di Google Analytics sui generatori di URL indica di usare sempre utm_source, utm_medium e utm_campaign. Per il link in bio puoi usare, per esempio, utm_source=instagram e utm_medium=bio, e un utm_content diverso per ogni link della pagina. Così distingui chi arriva dal profilo da chi arriva da un link in una storia o nella descrizione di un video. Il metodo completo è in UTM: da dove arrivano iscritti e vendite.

Un esempio

Una creator ha una pagina di link con nove pulsanti uguali: corso, mini-corso, newsletter, podcast, YouTube, TikTok, un'intervista, un'offerta passata e un modulo di contatto. Aggiungendo gli UTM scopre che in un mese 1.100 persone visitano la pagina, ma solo 60 si iscrivono al contenuto gratuito, che si trova al quarto posto. Riduce la pagina a quattro link: in cima, ben evidente, la checklist gratuita; poi il corso, la newsletter e l'ultimo video lungo. Cambia anche la bio, che ora annuncia la checklist con le stesse parole del pulsante. Nel mese successivo, con un numero di visite simile, le iscrizioni salgono a 180. Inoltre le vendite del corso dal profilo non calano: chi era pronto a comprare trovava comunque il link. In pratica, meno scelte hanno portato più azioni. I numeri sono un esempio della redazione.

Quali errori evitare?

  • Dieci pulsanti uguali. Chi arriva non sa cosa fare.
  • Nessuna azione principale. Il primo link deve essere evidente.
  • Link che non mantiene la promessa della bio. Le parole devono coincidere.
  • Ordine mai aggiornato. Durante un lancio cambia la priorità.
  • Nessun tracciamento. Senza UTM non sai cosa funziona.

Termini chiave. Il link in bio è il collegamento nel profilo di un social. L'azione principale è la cosa più importante che vuoi far fare a chi arriva. Il parametro UTM è un'etichetta che dice da dove arriva una visita.

Come abbiamo verificato. Abbiamo letto la pagina di aiuto di Google Analytics sui parametri UTM. Non abbiamo potuto leggere le pagine ufficiali di Instagram sui link nel profilo, quindi non citiamo limiti o funzioni delle singole piattaforme. L'esempio è della redazione. Contatto: hi@heytea.app. Nota editoriale: controlliamo ogni dato sulle fonti elencate sotto e correggiamo apertamente gli errori.

Domande frequenti

A una pagina con un'azione principale chiara, di solito l'iscrizione al tuo contenuto gratuito. Chi arriva dal profilo spesso non ti conosce ancora: chiedergli di comprare subito un corso è un salto troppo grande, mentre lasciare l'email in cambio di qualcosa di utile è un passo naturale.

Una pagina con pochi link, ordinati per importanza, con il primo molto più evidente degli altri. Una lista di dieci pulsanti uguali costringe chi arriva a scegliere, e spesso non sceglie niente. Tre o quattro link sono quasi sempre sufficienti.

Durante un lancio, il primo link può portare alla pagina di vendita o alla lista d'attesa. Fuori dal lancio, conviene mettere in cima il contenuto gratuito e il corso più in basso. Aggiorna l'ordine quando cambia la tua priorità del momento.

Con i parametri UTM su ogni link della pagina, per esempio utm_source=instagram e utm_medium=bio. Google Analytics indica di usare sempre sorgente, mezzo e campagna. Così distingui chi arriva dal profilo da chi arriva da una storia o da un video.

Una riga su cosa insegni e a chi, e un invito che anticipa cosa trova chi clicca: «Scarica la checklist delle 12 inquadrature». Il testo della bio e la pagina devono dire la stessa cosa con le stesse parole.

Fonti

  • Google Analytics, «URL builders: Collect campaign data with custom URLs». Consultata il 19 ottobre 2026. support.google.com
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