Pagina di vendita di un corso online: struttura e testi
Come scrivere la pagina di vendita di un videocorso: le 9 sezioni in ordine, prezzo e sconti secondo le regole UE e gli errori che fanno perdere iscritti.

In questo articolo
- A cosa serve una pagina di vendita?
- In che ordine vanno le sezioni?
- Come si scrivono i titoli se nessuno legge tutto?
- Cosa scrivere nella sezione su chi insegna?
- Come presentare il prezzo senza perdere fiducia?
- Come usare le testimonianze in modo corretto?
- Cosa mettere nelle domande frequenti?
- Quali errori fanno perdere iscritti?
- Come misurare se la pagina funziona?
- Domande frequenti
- Fonti
La pagina di vendita è il punto in cui tutto il lavoro sul pubblico diventa (o non diventa) un incasso. Puoi avere un ottimo corso e una community attenta, ma se la pagina non spiega in pochi secondi per chi è il corso e cosa cambia dopo averlo seguito, le persone chiudono la scheda.
Questa guida è per creator che vendono videocorsi al proprio pubblico. Non parla di trucchi psicologici: parla di ordine, chiarezza e onestà, che sono anche le tre cose che le regole europee sulle pratiche commerciali chiedono.
A cosa serve una pagina di vendita?
Serve a far decidere chi è già interessato, non a convincere chi non lo è. Chi arriva sulla pagina di un corso di solito ti conosce già da un video, una newsletter o un post. La pagina deve rispondere alle sue domande nell'ordine in cui le fa: è per me, cosa imparo, come funziona, chi me lo insegna, quanto costa, cosa succede se non mi piace.
Un errore frequente è scrivere la pagina come una presentazione di sé. Le persone comprano un risultato, non una biografia: la parte su di te serve, ma dopo che il lettore ha capito cosa ci guadagna.
In che ordine vanno le sezioni?
L'ordine segue i dubbi di chi compra: prima la promessa, poi il problema e il metodo, poi i dettagli concreti, infine prezzo e garanzie. È lo schema che proponiamo ai creator: non è una legge, ma ogni sezione ha un motivo preciso per stare dove sta.
| Toglie il dubbio | Pulsante dopo? | |
|---|---|---|
| 1. Promessa: per chi è e quale risultato | Sì | Sì |
| 2. Il problema, con le parole del pubblico | Sì | No |
| 3. Il metodo: perché questo corso funziona | Sì | No |
| 4. Programma: moduli, lezioni, durata | Sì | Sì |
| 5. Chi insegna | Sì | No |
| 6. Prove: testimonianze vere, anteprima | Sì | Facoltativo |
| 7. Prezzo e cosa include | Sì | Sì |
| 8. Rimborso e condizioni | Sì | No |
| 9. Domande frequenti | Sì | Sì |
Schema della redazione, non una regola. Il pulsante di acquisto si ripete dove il lettore ha appena avuto una risposta.
1. La promessa
Una frase che dice per chi è il corso e cosa saprà fare chi lo finisce: «Per fotografi alle prime armi che vogliono consegnare il primo servizio di matrimonio senza panico». Sotto, una riga con il formato: quante lezioni, quante ore, se ci sono parti dal vivo. Evita promesse di guadagno che non puoi provare.
2. Il problema
Descrivi la situazione di chi legge con le parole che usa davvero: le trovi nei commenti, nelle risposte alla newsletter, nelle domande delle dirette. Se il lettore si riconosce, continua a leggere.
3. Il metodo
Spiega perché il tuo modo di insegnare porta al risultato: esercizi, esempi reali, revisioni, una sequenza precisa. È la sezione che distingue il tuo corso da un video gratuito su YouTube.
4. Il programma
Elenca i moduli con un titolo che dice cosa si impara, non come si chiama la lezione. Per costruirlo puoi partire dalla guida su come strutturare un videocorso. Indica la durata totale: chi compra vuole sapere quanto tempo gli chiederà.
Come si scrivono i titoli se nessuno legge tutto?
Si scrivono in modo che la pagina si capisca anche leggendo solo quelli. In uno studio sul modo in cui si leggono le pagine web, Nielsen Norman Group ha osservato che il 79% degli utenti testati scorreva sempre le pagine nuove e solo il 16% leggeva parola per parola. Lo studio è del 1997, ma il principio regge: chi legge salta da un titolo all'altro.
- % di utenti che scorre la pagina
- 79
- % che legge parola per parola
- 16
- Sezioni consigliate per un videocorso
- 9
Quindi niente titoli generici come «Il corso» o «Chi sono». Meglio «In 6 settimane consegni il primo servizio» o «Insegno fotografia di matrimonio da 8 anni»: chi scorre ha già metà dell'informazione. Paragrafi brevi, elenchi per i contenuti del corso, una sola idea per blocco.

Cosa scrivere nella sezione su chi insegna?
Scrivi perché sei la persona giusta per insegnare quel risultato, non tutta la tua storia. Due o tre fatti verificabili bastano: da quanto lo fai, cosa hai fatto con quella competenza, quante persone hai già aiutato (se lo sai con certezza). Una foto vera aiuta più di un ritratto in studio.
Se hai poca esperienza da insegnante ma molta da professionista, dillo: è un'informazione utile, non un difetto da nascondere.
Come presentare il prezzo senza perdere fiducia?
Il prezzo va scritto accanto a tutto quello che include: numero di lezioni, materiali, eventuali sessioni dal vivo, durata dell'accesso, condizioni di rimborso. Un numero senza contesto si confronta con il nulla e sembra alto. Per sceglierlo, parti dal margine come spieghiamo in quanto far pagare un corso online.
Un esempio: lo stesso prezzo, due presentazioni
Ecco la differenza in pratica. Una pagina scrive: «Prezzo: 149 euro. Acquista ora». Un'altra scrive: «Prezzo: 149 euro. Ricevi 24 lezioni da 10-15 minuti, tre modelli modificabili, una sessione di domande dal vivo al mese per tre mesi e l'accesso a tutti gli aggiornamenti. Se il corso non fa per te, puoi chiedere il rimborso entro 14 giorni». La seconda versione è più lunga; tuttavia risponde a ogni domanda che chi compra si fa prima di cliccare: cosa include, quanto tempo chiede, cosa succede se non va bene. Di conseguenza il prezzo viene confrontato con qualcosa di concreto, non con il nulla. Per esempio, chi legge «una sessione dal vivo al mese» può confrontarla con una consulenza singola che pagherebbe a parte. In altre parole, il numero sulla pagina resta lo stesso: cambia ciò con cui viene confrontato. Le condizioni di rimborso dell'esempio sono inventate: scrivi le tue.
Prezzo barrato e sconti di lancio: la regola europea
Se annunci una riduzione di prezzo, nell'Unione europea il prezzo precedente da mostrare è il più basso che hai applicato in un periodo di almeno 30 giorni prima dello sconto. Lo stabilisce l'articolo 6 bis della direttiva 98/6/CE, introdotto dalla direttiva (UE) 2019/2161, detta Omnibus. Gli Stati possono prevedere periodi più brevi per i prodotti sul mercato da meno di 30 giorni: per un corso appena lanciato chiedi al tuo consulente come si applica in Italia.
In pratica: niente «prezzo di listino 497 euro» se il corso non è mai stato venduto a quella cifra. Se fai un prezzo di lancio, chiamalo prezzo di lancio, scrivi quando finisce e quando finisce, finiscilo davvero.
Livelli di prezzo
Due o tre livelli (solo lezioni, lezioni più materiali, lezioni più supporto diretto) permettono a chi ha meno budget di entrare. Mettili uno accanto all'altro, con le differenze in righe uguali, così il confronto è immediato.
Come usare le testimonianze in modo corretto?
Usa solo parole di persone reali, con il loro permesso, e non modificarne il senso. La direttiva Omnibus ha aggiunto alla lista delle pratiche commerciali sempre vietate l'invio o la commissione di recensioni false e la falsa rappresentazione delle recensioni per promuovere un prodotto (allegato I, punto 23 quater, della direttiva 2005/29/CE). Se dici che le recensioni vengono da chi ha comprato, devi aver fatto controlli ragionevoli (punto 23 ter).
Le testimonianze migliori raccontano un prima e un dopo concreti: «Prima del corso non sapevo impostare le luci in chiesa, al secondo matrimonio ho consegnato le foto in una settimana». Ne parliamo in dettaglio in testimonianze e recensioni per un corso online.
Se il corso è nuovo e non hai testimonianze, mostra una lezione gratuita intera: è la prova più onesta che hai.
Cosa mettere nelle domande frequenti?
Le obiezioni vere che ricevi in privato, non domande inventate per ripetere i vantaggi. Le più comuni per un videocorso: quanto tempo serve a settimana, per quanto resta disponibile il corso, se si può guardare da telefono, cosa succede se non riesco a seguirlo, se c'è una fattura, come funziona il rimborso.
Le domande frequenti hanno anche un secondo uso: sono il testo che motori di ricerca e assistenti AI riprendono più volentieri quando qualcuno chiede del tuo corso. Scrivi risposte complete in due o tre frasi, che si capiscano anche lette da sole. Ne parliamo in come farsi consigliare da ChatGPT e dagli assistenti AI.
Quali errori fanno perdere iscritti?
- Parlare di sé prima che del lettore. La biografia va a metà pagina.
- Un pulsante solo in fondo. Chi ha già deciso non deve scorrere fino all'ultima riga.
- Nascondere il prezzo. Chi non lo trova pensa che sia alto e se ne va.
- Programma vago. «Tanti contenuti esclusivi» non dice niente: elenca moduli e durata.
- Sconti finti e scadenze che ripartono. Oltre a essere scorretti verso chi compra, espongono a contestazioni per pratica commerciale scorretta.
- Checkout che chiede troppo. Ogni campo in più è un motivo per fermarsi.
Come misurare se la pagina funziona?
Guarda tre numeri: visite alla pagina, clic sul pulsante di acquisto e pagamenti completati. Il rapporto tra i primi due ti dice se la pagina convince; quello tra il secondo e il terzo ti dice se il checkout funziona. Quali metriche seguire in generale lo spieghiamo in le metriche che contano per un creator.
Cambia una cosa alla volta (la promessa, l'ordine, il prezzo) e aspetta abbastanza visite prima di decidere. Con poche decine di visitatori le differenze sono quasi sempre rumore.
Termini chiave. La pagina di vendita è la pagina dedicata a un solo prodotto, con l'obiettivo di farlo acquistare. La promessa è la frase che dice per chi è il corso e quale risultato porta. Il prezzo precedente è, nell'UE, il prezzo più basso applicato nei 30 giorni prima di uno sconto.
Come abbiamo verificato. Abbiamo letto il testo della direttiva (UE) 2019/2161 su EUR-Lex per le regole su sconti e recensioni e l'articolo di Nielsen Norman Group sulla lettura delle pagine web. Le nove sezioni sono uno schema della redazione, non il risultato di uno studio. Non trattiamo il diritto di recesso per i contenuti digitali, che merita un articolo a parte: chiedi conferma al tuo consulente. Contatto: hi@heytea.app. Nota editoriale: controlliamo ogni dato sulle fonti elencate sotto e correggiamo apertamente gli errori.
Domande frequenti
Cosa deve contenere la pagina di vendita di un corso online?
Nove blocchi, in quest'ordine: la promessa (per chi è e quale risultato porta), il problema, la soluzione e il metodo, il programma con moduli e durata, chi insegna, le prove (testimonianze vere), il prezzo con cosa include, le condizioni di rimborso e le domande frequenti. Il pulsante di acquisto si ripete dopo la promessa, dopo il programma e dopo il prezzo.
Quanto deve essere lunga una pagina di vendita?
Quanto serve per rispondere alle obiezioni di chi compra, non di più. Un corso da 49 euro per un pubblico che già ti segue si vende con una pagina breve; un percorso da 500 euro chiede più spiegazioni. Uno studio di Nielsen Norman Group ha trovato che il 79% degli utenti scorre le pagine invece di leggerle: conta più l'ordine dei titoli che il numero di parole.
Posso mostrare un prezzo barrato per il lancio?
Sì, ma il prezzo barrato deve essere vero. Nell'Unione europea, quando annunci una riduzione, il prezzo precedente da indicare è il più basso che hai applicato nei 30 giorni prima dello sconto (articolo 6 bis della direttiva 98/6/CE, introdotto dalla direttiva Omnibus). Un «prezzo di listino» mai praticato non va mostrato.
Servono le testimonianze se il corso è nuovo?
Non servono testimonianze inventate: sono vietate. Se il corso è nuovo puoi usare le parole di chi ha seguito una versione pilota, di chi ha lavorato con te in altri modi (dicendo come) o mostrare un'anteprima gratuita di una lezione. Una lezione vera convince spesso più di tre citazioni generiche.
Come capisco se la pagina di vendita funziona?
Guarda tre numeri: quante persone arrivano sulla pagina, quante cliccano il pulsante di acquisto e quante completano il pagamento. Se in molti cliccano ma pochi pagano, il problema è nel checkout o nel prezzo; se pochi cliccano, è nella promessa o nell'ordine delle sezioni. Cambia una sola cosa alla volta.
Fonti
- Direttiva (UE) 2019/2161 del 27 novembre 2019 (direttiva Omnibus), articolo 2 (nuovo articolo 6 bis della direttiva 98/6/CE) e articolo 3 (allegato I della direttiva 2005/29/CE, punti 23 ter e 23 quater). Consultata il 18 ottobre 2026. eur-lex.europa.eu
- Nielsen Norman Group, Jakob Nielsen, «How Users Read on the Web», 1997. Consultata il 18 ottobre 2026. nngroup.com